Il polacco di Claire Clairmont o Mary Shelley? Facciamo chiarezza!

Mary Shelley e Claire Clairmont

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Quando si tratta di classici, quindi testi scritti in epoche molto lontane rispetto alla nostra, spesso può capitare che sorgano dubbi sulla paternità degli stessi se non ci sono giunti i manoscritti né pagine di diario e lettere che ne documentino la scrittura.

Questo è ciò che è accaduto a un racconto intitolato The Pole e pubblicato nel 1832 sulla rivista The Court Magazine and Belle Assemblée a firma di «the Author of “Frankenstein”». Al tempo, non si era ancora svelato il nome di Mary Shelley associato al suo capolavoro e la firma apposta agli altri scritti non permetteva neanche di dichiarare il suo sesso (author, infatti, è utilizzato sia al maschile che al femminile, anche se qualcuno nei secoli ha provato a creare il neologismo authoress1 aggiungendo alla radice del nome il suffisso -ess tipico di molti termini al femminile in lingua inglese).

Ritratto di Claire Clairmont realizzato da Amelia Curran.

Dunque, per anni si è creduto che l’autrice del racconto fosse proprio Mary Shelley, se non fosse che, indagando nell’epistolario della sorellastra Claire Clairmont (figlia della seconda moglie di William Godwin), gli studiosi hanno trovato una lettera indirizzata proprio a Mary in cui si parla di questo racconto:

I have written a tale which I think will do for the Keepsake. I shall send it home for your perusal. Will you correct it? Do write and let me know where I may send it, so as to be sure to find you. Will you be angry with me if I beg you to write the last scene of it. I am now so unwell I can’t. […] I think in your hands it might get into the Keepsake for it is about a Pole and that is the topic of the day. If it should get any money, half will naturally belong to you. Should you have the kindness to arrange it, Julia would perhaps also be so kind as to copy it out for me, that the alterations in your hand may not be seen. I wish it to be signed Mont. Obscur.

Come si può immaginare in base a ciò che ho scritto prima, non è andata proprio come Claire Clairmont aveva immaginato. Tuttavia, l’importante era pubblicare il racconto e ricavarne un po’ di denaro (da qui si capisce la modernità di Clairmont che sapeva quanto fosse importante avere un proprio guadagno per essere una donna indipendente) e la firma «the Author of “Frankenstein”» avrebbe certamente attirato un pubblico maggiore, data la crescente fama del romanzo.

Sono varie le indicazioni che confermano la tesi secondo cui The Pole sia stato scritto da Claire Clairmont, come i riferimenti a russi e polacchi, eppure ancora oggi qualcuno si ostina a pubblicare il racconto a nome di Mary Shelley, in Italia così come all’estero. A Mary Shelley, infatti, era stato chiesto solo di rivedere e completare il testo, e la sua mano si nota eccome: Il finale è più cupo e gotico di tutto il resto e leggendolo si possono riscontrare anche delle incongruenze rispetto a ciò che era stato scritto prima.

Per scoprire di più sulla vita della sorellastra di Mary Shelley e leggere il racconto in versione integrale e annotata, con un lungo approfondimento nella postfazione, acquista

Copertina Il polacco

Attraverso la ripubblicazione di questo classico, insieme a Vintura Edizioni ho voluto riscattare Claire Clairmont da un ingiusto oblio a cui è stata condannata. Il fatto che siano andati perduti tutti gli altri suoi scritti, purtroppo, l’ha condannata per sempre, nonostante fosse una figura importante all’interno del Circolo Shelley.

Ne avevo parlato anche in questo reel su Instagram:

1 Vd., tra gli altri, Jean Webster, Daddy-Long-Legs, New York, The New Century Co., 1916, p. 136.


Commenti

2 risposte a “Il polacco di Claire Clairmont o Mary Shelley? Facciamo chiarezza!”

  1. […] dopo tanti anni e con una storia particolare alle spalle. Non scenderò nei dettagli, perché ne ho già parlato in un post precedente, ma ammetto che è stato un onore per me tradurre The Pole di Claire Clairmont e Mary Shelley. […]

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