Diario di traduzione: Il polacco di Claire Clairmont e Mary Shelley

Read the English version here.

Oggi cambiamo casa editrice (cioè ne parliamo oggi, ma in realtà è successo poco più di due anni fa): da Caravaggio Editore passiamo a Vintura Edizioni, nuova casa editrice calabrese giovane e con le idee precise.

La mia prima traduzione per loro è un racconto dalle tinte misteriose e romantiche, riscoperto dopo tanti anni e con una storia particolare alle spalle. Non scenderò nei dettagli, perché ne ho già parlato in un post precedente, ma ammetto che è stato un onore per me tradurre The Pole di Claire Clairmont e Mary Shelley. Scopriamo com’è avvenuta la scelta del testo e come ho proceduto con la traduzione.

Diario di traduzione: contatti con la casa editrice e scelta del testo

Estate 2023: vengo contattata da Vintura Edizioni, l’editore mi spiega il suo progetto editoriale, proponendomi una collaborazione. Io sono al settimo cielo, soprattutto perché mi chiede di fare ricerche e scegliere il testo da tradurre, affidandosi a me. È la prima volta che succede, ho sempre tradotto ciò che mi era stato richiesto, quindi prendere in mano la situazione è un grande onore.

Si dà il caso che io stessi già facendo ricerche su Mary Shelley e avessi trovato The Pole in diverse raccolte di racconti. Tuttavia, approfondendo, scopro che Mary Shelley non ha scritto il testo, anche se è stato e continua a essere attribuito a lei. L’autrice è la sorellastra Claire Clairmont, di cui è sopravvissuto solo questo scritto, anche se è probabile che avesse composto più di una sola opera. Il suo amore per l’Italia, e soprattutto per la Campania, emerge perfettamente in questo testo in cui tutti i paesaggi sono descritti da occhi innamorati. Lo splendido cielo italiano senza nuvole, il caldo sole, le acque del mare cristalline… E poi ogni edificio, nuovo e antico, che trasuda storia e cultura… Che meraviglia!

La traduzione

Dopo aver letto il testo integralmente (non lo specifico mai, ma è consigliabile farlo sempre), mi immergo nella traduzione de Il polacco. La prosa è scorrevole, le emozioni descritte palpabili, l’ironia molto presente, soprattutto quando si parla di Italia. Insomma, molto piacevole. Ammetto di non aver trovato grandi difficoltà. Nonostante tutto, è stato importante, come al solito, condurre ricerche approfondite sul testo, in particolare su come è stato curato dagli studiosi Richard Garnett (ed. 1891) e Charles E. Robinson (ed. 1976). Inoltre, attraverso le note a piè di pagina ho provato a creare un ponte tra Il polacco e le opere di Percy Bysshe Shelley: per esempio, ho mantenuto il termine ocean (oceano) per indicare il Mar Mediterraneo anche in traduzione perché è un riferimento all’Ode to Naples.

Voglio riportare un episodio molto simpatico accaduto durante il confronto con l’editore dopo le sue segnalazioni: in un passo del racconto, Clairmont scrive

There they found a skiff […].

che io avevo tradotto

Lì trovarono uno schifo […].

E ricordo perfettamente l’editore che sottolinea che senza una nota a “schifo” si sarebbe pensato al significato canonico della parola e non all’imbarcazione. Ripensandoci, rido ancora! Ma questo dimostra una cosa in cui credo, anzi due: è fondamentale che altre persone leggano un testo scritto e/o tradotto da qualcun altro; inoltre, tutto ciò che viene scritto deve essere accessibile, cioè comprensibile a tutti senza doppi sensi (se non sono voluti nel testo di partenza). E così nasce questa N.d.R.

Sul finale del racconto ecco che emerge la mano e la voce di Mary Shelley: c’è qualche piccola incongruenza narrativa, di cui ho parlato in un post di Instagram:

Si capisce proprio che ciò che Claire Clairmont aveva richiesto alla sorella fu attuato: rivedere e completare il racconto per lei, nonché sottoporlo a una delle tante riviste che conosceva. Perché di base lo scopo era vendere, Claire Clairmont voleva guadagnare dalla pubblicazione, fosse pure il racconto attribuito a un’altra persona, più celebre, come la sorellastra Mary Shelley.

La traduzione viene poi accompagnata dalle note a piè di pagina, da una Nota della traduttrice e da una Postfazione, in cui racconto la storia di Claire Clairmont e cosa l’ha ispirata a scrivere. Ho amato tornare indietro nel tempo e cercare di scandagliare i documenti (i diari e gli epistolari) per portare alla luce l’anima dell’autrice, colei che è stata e viene ancora additata come “l’amante di Lord Byron e Percy Shelley”!

Revisione e pubblicazione

Dopo aver revisionato la traduzione un milione di volte, invio la traduzione agli editori che si occupano di un’ulteriore revisione e della correzione di bozze. Uno dei momenti più stimolanti, di cui ho già parlato, è il confronto (per non dire lo scontro ahahah) telefonico riguardo alle segnalazioni dell’editore, che svolge un lavoro certosino su tutti i testi.

La sorpresa del volume è trovarci dentro delle bellissime illustrazioni, ma soprattutto vedere la copertina con il ritratto delle due sorellastre dell’Artista calabro Mario Chimienti (il papà di Chiara, di cui tradurrò il saggio Le dimensioni della libertà, pubblicato quest’anno).

È il 15 marzo 2024 e il volume esce ufficialmente! Sono molto orgogliosa di questo lavoro, sia perché gli editori l’hanno accettato subito e sia perché riscoprire Clairmont è molto importante per fare luce su autrici del passato sconosciute (parte del circolo Shelley!) e preziose.

Copertina Il polacco