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Quando si scrive una sceneggiatura per un film o una serie ambientati nel passato, bisogna prestare estrema attenzione al linguaggio utilizzato, che è diverso da quello che utilizziamo oggi. Bridgerton riesce a catapultarci nel periodo della reggenza inglese facendoci dimenticare chi siamo, dove viviamo e in che epoca ci troviamo. Perché? Tra i tanti motivi c’è anche l’attenzione alla lingua impiegata, che è ricercata e ricca di espressioni che ormai non si utilizzano più.
Traducendo classici, mi imbatto spesso in questo tipo di linguaggio e in termini culturalmente e storicamente connotati, che richiedono ricerche approfondite e mirate. E nell’ultimo romanzo che ho tradotto, Lady Athlyne di Bram Stoker – prima traduzione italiana – ho trovato 3 espressioni che sono presenti anche nella seconda e nella terza stagione di Bridgerton. Ora le vediamo insieme e commentiamo anche le traduzioni che ne sono state fatte.
Old maid
È risaputo, oltre una certa età in passato le donne erano considerate zitelle se non avevano trovato ancora l’amore (o un uomo da sposare) entro i 20/25 anni). Per indicare questo stato, dal XVII secolo gli inglesi hanno iniziato a utilizzare l’espressione “old maid” (già presente nel vocabolario dal 1530 ca.) che, oltretutto, sottolinea anche un’altra cosa: sei troppo vecchia per trovare marito, hai oltrepassato il limite di età massimo per essere considerata appetibile, attraente. Da qui l’idea che la donna, invecchiando, diventa più brutta. Ciò ha posto le basi (insieme a tante altre pratiche) per una serie di espedienti (dal trucco alla chirurgia) che hanno mandato e tutt’ora mandano in paranoia la donna, che non si sente mai all’altezza dei canoni estetici imposti dalla società.
Dopo questo discorso che avrebbe bisogno di più spazio, ma soprattutto gente più esperta, passiamo a Bridgerton: come hanno tradotto “old maid” quelli di Netflix? Preparati allo shock…

Certo, sei solo una vecchia cameriera
E sì perché due sorelle aristocratiche (Kate ed Edwina) diventano cameriere se non le sposa nessuno! Che poi, ricordiamolo, “maid” all’epoca indicava una donna vergine, quindi letteralmente “old maid” significa “donna vecchia e (ancora) vergine”.
In Lady Athlyne la stessa espressione se la auto-affida Judy, la zia della protagonista (di cui non si conosce l’età) che non sa cosa le aspetta nelle pagine successive del romanzo…!
Be on the shelf
Signore, è arrivato il momento di essere messe sullo scaffale. Su, forza, non facciamo le timide! Ormai abbiamo più di 20 anni, chi ci piglia più?
Sì, “to be on the shelf” indica ciò che con due parole si diceva “old maid” e in una “spinster”. L’espressione si ricollega metaforicamente al gesto di riporre sullo scaffale oggetti che non servono più o che abbelliscono solo l’ambiente. Ecco l’uso che ne fa Penelope in Bridgerton:

La scena di Bridgerton è questa; si capisce il senso (che non è certo letterale!), eppure l’espressione è stata tradotta con
[…] sto per finire sullo scaffale e non sono mai stata baciata […]
In Lady Athlyne è sempre la zia Judy a pronunciare queste parole.
Wedding breakfast
Quali sono le cose più importanti di un matrimonio? La cerimonia, la sposa e… la colazione. Ah, no? No, non era la colazione, forse… Il ricevimento nuziale! In inglese, questo veniva chiamato wedding breakfast, perché in origine il ricevimento faceva parte della messa eucaristica e rappresentava una pausa dal digiuno notturno (letteralmente “to break the fast”). Questo, però, prima della riforma di Enrico VIII del XVI secolo, dunque la traduzione usata in questa scena di Bridgerton non è corretta:
colazione nuziale

In Lady Athlyne di Bram Stoker ovviamente è collegato a un matrimonio. Essendo un romanzo sentimentale, puoi immaginare senza che spoileri qualcosa io.
Quando si traduce, bisogna capire cosa si vuole dire nel testo di partenza e, in casi come questi, localizzare il prodotto. Questi enormi granchi presi da Netflix mi hanno fatto riflettere. Sono giunta alla conclusione, come altri colleghi che navigano in questo mondo, che le traduzioni e gli adattamenti non sono svolti da persone umane, bensì dalle macchine. Perché altrimenti non si spiega! Di conseguenza, anche la revisione non è umana! Che tristezza, come sminuire un lavoro così importante!


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