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Ultimo diario di traduzione dedicato a un testo di Jean Webster pubblicato da Caravaggio Editore: la prima traduzione italiana di Papà Gambalunga: Commedia in quattro atti (Daddy Long-Legs. A Comedy in Four Acts). Come puoi leggere anche in un altro post sul blog dell’editore scritto da me, Webster aveva sognato di diventare una drammaturga e di vedere messa in scena una sua opera. Ci era riuscita nel 1909 con Quando i sogni diventano realtà (When Dreams Come True), ma con Papà Gambalunga raggiunse un successo incredibile che perdura ancora dopo più di un secolo. Fu il celebre regista e attore teatrale Henry Miller a credere in lei e nel suo estro creativo, a supportarla in tutte le fasi e a farla diventare ancora più famosa.
Diario di traduzione: preambolo
Com’era successo per tutti i testi precedenti a questo, il direttore di collana mi assegna la traduzione della Commedia di Papà Gambalunga: è un’occasione importante portare per la prima volta in Italia l’ultimo testo (pubblicato) di Webster che non è ancora stato tradotto! Lo stesso anno finisco di lavorare anche a un’altra traduzione, il racconto Villa Gianini, che purtroppo rimane nel cassetto. Spero che presto vedrà la luce, dato che è nato in un periodo poco sereno della mia vita.
Si parte! La scelta del testo
Come puoi immaginare, l’opera teatrale di Papà Gambalunga è stata messa in scena ma mai pubblicata da un editore quando Webster era in vita. Esistono delle edizioni postume, tra cui quella che uso io come base al mio lavoro: Samuel French, 1922. Il testo è un vero e proprio copione teatrale, con tanto di indicazioni delle posizioni e degli spostamenti degli attori in scena, nonché dell’accensione e spegnimento delle luci! Questi dettagli, ovviamente, vengono eliminati in traduzione, per una fruizione più fluida dell’opera, lasciando inalterate le indicazioni sugli spostamenti dei personaggi dov’è necessario.
Diario di traduzione: dubbi e perplessità
Il testo di per sé non sembra difficile e riporta la storia di Papà Gambalunga da un punto di vista più onnisciente, per far conoscere altri episodi divertenti o emozionanti. I primi dubbi, però, sorgono proprio in riferimento alle indicazioni delle posizioni degli attori. Ritrovo R, che capisco che sta per “right”, e L che sta per “left”, ma R.1 che significa? Contatto l’American Association of Community Theatre che viene in mio soccorso: mi viene spiegato che i numeri indicano le quinte del palco. Giuro che stavo uscendo pazza! Non sarò mai abbastanza grata a quegli esperti di testi teatrali!
Possono mancare parlate non standard? L’ho detto già nel diario di traduzione di Una parabola per mariti: le parlate non-standard mi perseguitano! Si tratta o di sgrammaticature o di vere e proprie peculiarità di una lingua locale, come
- «’Rifmatic» = «’Ritmedica» (cioè “aritmetica”);
- «He et all the tops off my young carrots» = «Si è mangiata tutti i ciuffi delle mie giovani carote»;
- «Say ye knocked this off wid yer elbow» = «Dici che hai urtato ’sto coso col gomito ed è caduto».
Per quanto riguarda i riferimenti culturali, c’è la “touring car” che ho reso come “torpedo” specificando però che si tratta di un iponimo (ossia un modello particolare) di “touring car” (iperonimo, ossia termine più generico di quel tipo di macchina). Tutte queste cose, comunque, le spiego nella Nota del traduttore iniziale, per creare un ponte tra testo originale e testo tradotto.
Sembra sempre semplice, ma poi quando ti immergi nel lavoro inizia il divertimento! Per esempio, essendo stato scritto di getto e rivisto tra una prova e un’altra, il copione contiene incongruenze di cui mi sono accorta solo leggendolo e revisionandolo milioni di volte. Facile il lavoro di traduzione, eh?
Fine traduzione: e ora?
A seguito di ripetute richieste, il direttore di collana mi annuncia che il testo non verrà rivisto né curato da lui, come mi aveva detto, per motivi di salute uniti al fatto che deve lavorare ai suoi testi. Aggiunge, però, che se voglio posso curarlo da sola.
Ok, ho tutte le carte in regola per curare il volume: studio Jean Webster e la sua prosa dal 2019, possiedo le competenze, ho la biografia da cui trarre il materiale, posso contattare la biblioteca del Vassar College (sezione Special Collections, dedicata all’autrice) con cui sono già in contatto, quindi non mi ferma nessuno. L’editrice di Caravaggio Editore è d’accordo, si preparano l’impaginato, la copertina, le foto da includere nell’Appendice, e si esce. Fuori collana, però. Il 19 gennaio 2023 viene pubblicata la prima traduzione integrale e annotata di Papà Gambalunga. Commedia in quattro atti.

Cosa succede dopo? Il resto è storia. Non senza difficoltà, il volume va per la sua strada, è bellissimo e sono orgogliosa, nonostante tutto. Sono certa che anche i miei angeli lo siano.


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