Il significato dei nomi nelle opere di Jean Webster

Jean Webster

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Mi sono sempre piaciuti i nomi assegnati ai personaggi di un’opera letteraria. Soprattutto se dietro a tale scelta c’è un ragionamento che spiega la storia o il carattere delle persone.

Nel gennaio 2023 ho seguito un seminario promosso dal mio ex relatore, il prof. Mirko Casagranda all’Università della Calabria, con ospite la prof.ssa Dorothy Dodge Robbins. L’argomento principale era l’onomastica, il significato dei nomi appunto. Mi sono subito appassionata, ho analizzato i nomi dei testi di Jean Webster che avevo tradotto e ne ho parlato su Instagram. Oggi approfondiamo con un post più lungo in occasione del compleanno dell’autrice.

Il nome di Jean Webster

Innanzitutto, partiamo dal nome dell’autrice: all’anagrafe, Alice Jane Chandler Webster (sì, come QUEL Chandler, che in Friends viene preso in giro da tutti perché ha il nome da donna!).

Webster decise di farsi chiamare Jean al college per non creare confusione con il nome di una compagna di corso che era identico al suo. Già da allora, emerse la necessità di distinguersi, e come lo fa? Impiegando un nome che nella cultura francofona è associato agli uomini. Con questo atto stava già scegliendo un nom de plume al maschile, come le sorelle Brontë, George Sand, ecc.? È improbabile, dal momento che i romanzi che scrisse furono sempre considerati per sole donne.

In seguito, Jean Webster scrisse di un personaggio femminile che fa la stessa cosa. Vediamo come!

Il significato dei nomi in Papà Gambalunga romanzo + commedia

Jerusha Abbott = è lei l’eroina che deciderà di cambiare il suo nome, che era stato tratto da una lapide (secondo quanto viene narrato nel romanzo e in base a ciò che racconta Jean Webster stessa in quest’articolo), mentre il cognome dall’elenco telefonico. Jerusha è di origine ebraica e significa “sposata”. Tuttavia, da buona ragazza emancipata, lo modifica in Judy, diminutivo che significa “colei che sarà lodata”;

Jervis/Jervie Pendleton: Jervis significa “lancia”, ma non so come interpretare questa scelta. Sarà perché talvolta si impone come un guerriero?

Julia Pendleton: Julia deriva dal latino e significa “dea suprema”; quale miglior nome per una vanitosa e altezzosa come lei?

Sallie McBride: Sallie significa “principessa, gentildonna”, e anche in questo caso penso che Webster abbia scelto bene;

James/Jimmie McBride: questo nome deriva dall’ebraico e significa “soppiantatore, usurpatore”. In effetti, per tutto il romanzo prova a “usurpare” la donna a un altro uomo…;

signora Semple: “semplice, umile”, proprio come questo personaggio.

Il significato dei nomi in Caro nemico

Dott. Robin MacRae:

  • Robin = termine di origine germanica che significa “fama luminosa” e associato al rosso dal colore del petto del pettirosso (in inglese “robin”, appunto);
  • MacRae: “figlio della grazia e della buona fortuna”;

Gordon Hallock:

  • Gordon: di origine scozzese, “grande collina” oppure “spaziosa base militare”;
  • Hallock = forse dall’Old English, significa “eroe”. Mi ricorda qualcosa, anche se solo per assonanza…
Gilderoy Allock

Il significato dei nomi in Il mistero di Four-Pools

Passiamo ad altri nomi parlanti, quelli dell’unico romanzo giallo della produzione di Webster, che fa concorrenza ai romanzi con protagonista Sherlock Holmes.

Arnold Crosby:

  • Arnold = significa “potere dell’aquila, intelligenza” (nome ironico perché Arnold è tutt’altro che sveglio);
  • Crosby = significa poco avvezzo al trambusto (infatti, cross + by = fattoria), ma anche pregiudizio bianco verso gli afroamericani (infatti, cross + by = insediamento);

Terry Patten:

  • Terence = dal latino, “tranquillo”, e più pacato di lui non ce n’è;
  • si fa chiamare Terry che significa “guida, capo”, perché ha doti di leadership e riesce a risolvere il caso;

Colonnello Richard Gaylord:

  • Richard = significa “potente sovrano”, che è il modo in cui si sente quando comanda su tutto e tutti;
  • Gaylord = significa gioioso (anche qui in senso ironico, in questo caso);

Nan/Nannie Gaylord = omofono di Nanny, “balia” ma anche nome affettuoso per “nonna” (anche in questa scelta c’è tanta ironia, ma no spoiler!);

Mose Occhi-di-Gatto:

  • Mose(s) = di origine ebraica, come molti nomi afroamericani, significa “salvatore”. In African American Vernacular English esiste il termine Mose, termine denigratorio che sostituisce la N-word; il verbo inglese “to mosey”, invece, significa “passeggiare”, e da qui deriva la sua tendenza a gironzolare di notte.
Le mie traduzioni

Il significato dei nomi in Una parabola per mariti

Peter: dal greco, significa “pietra, roccia”, indica una persona affidabile e forte (infatti, Peter non solo è un capo-cocchiere ma è anche colui che consiglia di usare maniere forti nei confronti delle donne);

Harry: dal tedesco, significa “padrone della casa”, e infatti lo è…;

Ethel: dall’Old English, è un nome associato alla nobiltà (con quella tenuta e quei domestici, certo che è nobile!).

Il significato dei nomi in Ugolina di Biella

Ugolina Angelina Pierina Motta:

  • Ugolina = di origine germanica (da Ugo = Hug), significa “spirito perspicace, mente brillante”; il nome rimanda a quello dell’omonima santa, che fu determinata e forte come la domestica di Webster, tanto da andare a rifugiarsi in un romitorio, dopo che il padre aveva tentato di sedurla, fingendo di essere un uomo, dal nome “Ugo/Ugone”;
  • Angelina: ovviamente deriva da “angelo” e veicola una connotazione di purezza;
  • Pierina: diminutivo di “pietra”, rimanda a un concetto di forza, ma anche di umiltà e modestia;
  • Motta: cognome prevalentemente meridionale che deriva dal latino “mota” che significa “piccolo rilievo, terrapieno, fortificazione”. Questo mi ha fatto sempre pensare che il nome della domestica di Webster non fosse in realtà questo, ma che fosse stato modificato, magari per questione di privacy.

Ti piacciono questi nomi scelti da Jean Webster? Di certo, dimostrano che dietro la stesura delle sue opere c’è stato un profondo ragionamento. Non sono meri «libri per ragazze»!


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