Diario (postumo) della mia prima traduzione letteraria: come mi è stata assegnata, la prova di traduzione, le difficoltà e le perplessità sul celebre romanzo di Jean Webster, e consigli a chi inizia questo percorso.

Gennaio 2019: Enrico De Luca mi contatta su Instagram perché ha letto i miei post in inglese e vuole provare a farmi tradurre un romanzo: Papà Gambalunga di Jean Webster sarà la mia prima traduzione letteraria!

28 gennaio 2019: ricevo il file da tradurre, la prima edizione a stampa di Daddy-Long -Legs di Jean Webster. La prova di traduzione consiste nel primo e unico capitolo (perché si tratta di un romanzo epistolare), non ci sono scadenze strette, ma io mi fiondo subito con entusiasmo!
Diario di traduzione: Dubbi e perplessità
2 febbraio 2019: invio già il primo capitolo, sottolineando alcune perplessità, essere fedelissima al testo di partenza o renderlo più scorrevole in italiano, tradurre i realia o lasciarli in lingua originale, cose del genere…
- Non so se tradurre Trustee con «benefattore», «tutore» o «affidatario», ma alla fine la scelta ricade ovviamente sul primo termine che veicola meglio il significato del termine inglese.
- Non so se lasciare i realia in lingua originale, come pudding e porte-cochère, ma scelgo di farlo; alla fine, viene aggiunta solo una nota che spiega cosa significano in italiano.
- Incontro l’espressione «fire horse» e mi immergo nelle ricerche per capire come tradurlo: alla fine viene scelta un’unione tra due mie opzioni, ossia «cavallo di un impianto antincendio».
- Un’altra espressione che mi è rimasta impressa è «pin feather», una collocazione di cui ho parlato in un altro articolo.
- In generale, non so ancora fino a che punto posso distaccarmi dal testo originale, rendendo la traduzione più fluida e leggibile. Con l’esperienza ora so trovare un equilibrio, ma alla prima traduzione è normale avere più dubbi che certezze.
Col senno di poi, avrei dovuto impiegare più tempo a revisionare con cura il testo, consegnarlo dopo 2 giorni dimostra proprio tutto il mio entusiasmo e la mia inesperienza. Per fortuna, però, il lavoro viene approvato e posso continuare con le lettere di Judy a Papà Gambalunga.

Da febbraio ad aprile 2019: mi dedico con costanza alla traduzione dell’intero romanzo, mi sembra incredibile poter realizzare il sogno di tradurre per una casa editrice!
3 maggio 2019: la traduzione è finita ed è stata anche rivista da Enrico De Luca, che mi sta seguendo nel lavoro. Entro fine mese devo riconsegnarla.
In seguito, il testo è passato alla fase di revisione, e ammetto di non essere d’accordo con alcune modifiche apportate. Su alcune non ho potuto mettere becco e tornassi indietro renderei quei passi in maniera diversa.

Luglio 2019: Caravaggio Editore pubblica la nostra edizione del romanzo, per la prima volta in versione integrale (perché le altre sono tutte adattate, ridotte, tagliate) con annotazioni di carattere traduttivo e storico-culturale (molte le ho inserite direttamente io mentre traducevo, le altre sono di Enrico De Luca). Sono molto orgogliosa, ma è difficile spiegare a parole come mi sento. Non ci credo ancora, ho avverato il mio sogno! Ma non smetterò di studiare traduzione, revisione, migliorarmi e affinare lo stile per traduzioni sempre migliori.
Consigli per chi inizia
- Informati bene sul settore della traduzione, conosci i tuoi diritti e falli rispettare.
- Segui tanti corsi, master, webinar, masterclass e chi più ne ha più ne metta: imparerai sempre cose nuove.
- Approfondisci i significati di una parola o espressione, vai sempre a fondo.
- Goditi il viaggio e cogli il massimo da ogni esperienza.
Hai letto Papà Gambalunga? In che edizione? Oppure conosci solo l’anime?


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