La comunicazione nei film candidati agli Oscar 2025: Lingue e culture diverse s’incontrano

Vincitori Oscar 2025

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La Notte degli Oscar ce la siamo lasciati alle spalle, qualcuno dice che a breve anche i film candidati e premiati quest’anno saranno solo un ricordo, ma io non ci credo. La varietà delle pellicole ha dimostrato una pluralità di voci e narrazioni che hanno avuto come fil rouge tematiche sociali e politiche sempre più attuali che spaziano dalla guerra all’emigrazione alla storia e cultura latinoamericana alla questione di genere.

Lingue e culture diverse s’intrecciano

Un altro aspetto che accomuna i film candidati quest’anno è l’incontro tra lingue e culture diverse, e la necessità di una comunicazione efficace. L’espediente utilizzato per sottolineare questo ponte fra Paesi è il code-switching, il passaggio da una lingua a un’altra. In un’America che vuole tornare a essere grande chiudendo i confini, stabilendo dazi e imponendo come lingua ufficiale l’inglese in uno Stato che ha come caratteristica primaria la pluralità di lingue e culture (spagnolo, cinese, tagalog, vietnamita, arabo, ecc.) solo l’Arte può essere un tramite verso l’inclusione tra queste lingue e culture diverse che insieme creano un pot-pourri colorato e gioioso di personalità che si mescolano tra di loro, mantenendo integra la propria identità.

Il vincitore assoluto: Anora

Anora film poster

Anora

Diretto da Sean Baker

Lingue: inglese, russo, armeno

Nel caso di Anora (Best Picture, Best Directing, Best Actress in a Leading Role, Best Original Screenplay e Best Film Editing), sono i russi che inseguono il sogno americano e vedono negli USA un simbolo di libertà e trasgressione; la protagonista (Ani) è l’unica sex worker che capisce il russo sul posto del lavoro, quindi può interfacciarsi con Ivan che ancora non parla bene l’inglese. Il code-switching tra inglese e russo aggiunge verosimiglianza alla storia e permette di evidenziare la realtà multiculturale, gli aspetti culturali dell’uno e dell’altro Paese e il punto di vista degli stranieri verso la società americana in cui tutto sembra possibile.

The Brutalist e l’immigrazione

The Brutalist film poster

The Brutalist

Diretto da Brady Corbet

Lingue: inglese, ungherese, yiddish, italiano

In The Brutalist, László (Adrien Brody, Best Actor in a Leading Role) è un immigrato ungherese ebreo giunto negli USA dopo essere sopravvissuto nel campo di concentramento di Buchenwald. Il suo accento marcatamente ungherese sottolinea il suo senso di attaccamento alla madrepatria ma anche la sua alienazione nella società americana e lo sradicamento dalle radici. Dunque László costituisce un simbolo in carne e ossa di tutti coloro che sono emigrati e hanno dovuto ricostruire la propria vita daccapo in un Paese diverso dal proprio. Anche in questo caso, il punto di vista è quello di un protagonista che insegue il sogno americano per ritrovarsi e riacquistare dignità.

Il passato del Brasile in Ainda Estou Aqui

Ainda Estou Aqui film poster

Ainda Estou Aqui

Diretto da Walter Salles

Lingua: portoghese

I’m Still Here (Best International Feature Film) è tutto recitato in portoghese, il che mi sembra proprio un modo potente per contrastare l’appiattimento culturale promosso da coloro che credono nella supremazia di una sola razza pura, un pensiero, un’ideologia. Ainda Estou Aqui, tratto da una storia vera, ci ricorda che non bisogna dimenticare e lo fa riportandoci indietro nel tempo, durante la dittatura militare (1964-1985), quando il caso dei desaparecidos sconvolse e diffuse il panico nella popolazione brasiliana.

Il film più controverso dell’anno: Emilia Pérez

Emilia Pérez film poster

Emilia Pérez

Diretto da Jacques Audiard

Lingue: spagnolo, francese, inglese

Emilia Pérez (Best Original Song e Best Actress in a Supporting Role) è un altro film prevalentemente in spagnolo, ambientato in Messico (e girato in Francia!). È il film che ha generato un forte malcontento per molti motivi, tra cui la rappresentazione culturale del Messico, basata perlopiù su stereotipi. Al di là di questo, una nota positiva è rappresentata da Zoe Saldana, la prima attrice domenicana a vincere l’Oscar come Best Supporting Actress: lei stessa nel discorso di ringraziamento auspica che questo sia solo l’inizio di una lunga serie, perché si dia molto più spazio e visibilità ad attori di discendenza non inglese.

Chiesa e inclusione: Conclave

Conclave film poster

Conclave

Diretto da Edward Berger

Lingue: inglese, latino, italiano

Conclave (Best Adapted Screenplay), da parte sua, è riuscito a trattare un argomento delicato inserito in un contesto religioso di importanza mondiale, ossia appunto il conclave a seguito della morte di un Papa. Non scenderò nei dettagli, perché spoilerare film del genere penso debba rientrare tra i crimini punibili con l’ergastolo; il film presenta un vasto cast che mette in luce la presenza di lingue e culture diverse, all’interno della Chiesa cattolica. Ovviamente non può mancare la sezione italiana, rappresentata da un Sergio Castellitto nei panni di un personaggio ahimè odioso e retrogrado e conservatore.

Film animati, lingue e culture

Passando ai film candidati a Best Animated Feature Film, abbiamo due rappresentanti eccelsi di questa categoria che portano alto il vessillo dell’inclusione tra linguaggi diversi.
In The Wild Robot, la robot protagonista utilizza il suo sistema di aggiornamento linguistico assorbendo le informazioni sui versi degli animali in modo da poterle riutilizzare e comunicare con loro. Solo stabilendo un contatto con gli abitanti della selva è possibile crescere, capire come comportarsi e farsi aiutare. L’empatia e la comunicazione interculturale sono tra le tematiche principali di questo bel lungometraggio che non smetterò di consigliare.
Flow, il film che ha poi effettivamente vinto in questa categoria, è muto, quindi ti sembrerà strano ritrovarlo in quest’elenco, se non fosse che mette in luce un altro aspetto della comunicazione, quella non linguistica. Gli animali non sono antropomorfizzati ed è proprio la mancanza di dialoghi umani a permettere di concentrarsi sulle sfumature della comunicazione animale, rendendo l’esperienza cinematografica più immersiva. La potenza dei suoni e dei versi, registrati dal vivo dimostrano che siamo ancora disposti a lasciarci trasportare dalle emozioni che le immagini e il contesto ci trasmettono.

Il grande escluso italiano: Vermiglio

Vermiglio film poster

Vermiglio

Diretto da Maura Delpero

Lingua: dialetto solandro, italiano

Infine, ci tengo a includere anche Vermiglio, l’escluso italiano di quest’anno, un altro esempio non solo di grande cinema ma anche di commistione linguistica: ambientato in Trentino-Alto Adige, è quasi totalmente in dialetto solandro, intervallato da pochissimi dialoghi in italiano, circoscritti alle scene ambientate a scuola o a quelle in cui Pietro Riso, capofamiglia e maestro del paese, chiede ai figli di esprimersi il più possibile in italiano. Quest’aspetto è di fondamentale importanza perché il dialetto viene considerato una lingua bassa, parlato da una stretta fetta della popolazione di un luogo, soprattutto se illetterata; ma soprattutto di recente, esso è diventato un elemento di orgoglio patriottico che può contribuire a mantenere vive le tradizioni storiche che fanno parte delle radici di un individuo. D’altronde, la legge 482 del 15 dicembre 1999 da una parte riconosce l’italiano come lingua ufficiale ma dall’altra sottolinea la tutela alle lingue e alle culture minoritarie, che devono essere valorizzate anche a scuola, garantendo il diritto agli appartenenti a tali minoranze di imparare la propria lingua materna.

Ovviamente gli Academy Award mettono in evidenza in particolare la situazione anglo-americana, ma le divisioni e le disuguaglianze, il razzismo e le barriere contro “il diverso” contraddistinguono anche la nostra Italia, ed Europa, purtroppo. Ecco perché no, i film degli Oscar di quest’anno non finiranno nell’oblio, ma serviranno per tenere viva una discussione sulla diversità e sull’inclusione.

Il cinema sembra sempre più propenso a dare spazio a lingue e culture diverse attraverso un’ampia rappresentazione delle identità che sia inclusiva e verosimile, abbattendo qualunque barriera che la politica cerca di sollevare. Mi auguro che questo aiuti a diffondere sempre più consapevolezza e a contrastare le dinamiche che ci vogliono divisi e impotenti.


Fammi sapere che ne pensi dei film degli Oscar 2025 e se sei d’accordo con il mio ragionamento.

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